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Fu inaugurato il 16 agosto del 1931, il Grande Albergo che diede popolarità e importanza alla Sila Piccola catanzarese, grazie all’ingegno e imprenditorialità di Eugenio Mancuso il quale, servendosi di una grande quantità di legno rimasta invenduta, decise di completare il già caratteristico Villaggio Mancuso con la realizzazione del Grande Albergo delle Fate, un luogo magico e immerso nell’incantevole bosco della Sila.

Furono gli anni d’oro dal punto di vista turistico e non solo, poiché è stato dichiarato bene di notevole interesse architettonico dal Ministero per i Beni Culturali.

L’imprenditore concretizzò l’opera ispirandosi alle baite dell’Alto Adige: la struttura fu realizzata quasi completamente in legno e tappezzata di pregiati arazzi rigorosamente calabresi dell’artigianato di Longobucco e San Giovanni in Fiore, offrendo 35 stanze, alcune delle quali con bagno in camera e ornate del marmo verde di Gimigliano.

Tra le stanze di maggior prestigio vi era la stanza destinata alla visita del Papa con le croci di Malta sulle pareti e, tra le più belle e romantiche, quella destinata ad eventuali sposini.

Si trattava di una struttura fortemente all’avanguardia per il periodo, tant’è che l’Albergo, pensato come luogo di villeggiatura, era corredato di numerosi servizi per i villeggianti che lo resero il fiore all’occhiello della zona: stanza tv, parrucchieria e sartoria, nonché una nursery, una piscina e il centro sportivo.

Icona del turismo montano del dopoguerra, il Grande Albergo non fu soltanto la meta preferita del turismo dei conterranei, ma la bellezza e la specificità di quei luoghi attirarono anche l’attenzione di alcuni registi che vi girarono ben due film: nel ’49 Il lupo della Sila di Duilio Coletti, i cui protagonisti furono Amedeo Nazzari e Silvana Mangano; nel ’63 La ballata dei mariti di Fabrizio Taglioni con l’attore Aroldo Tieri.

A dare maggiore notorietà all’Albergo furono anche altri eventi cinematografici quali L’Oscar dei due mondi e Premio Calabria. Il primo fu assegnato a Sophia Loren e Amedeo Nazzari (di cui si può visionare un video dell’Istituto Luce), ma l’evento vide anche la presenza di Raf Vallone, Vittorio Gassman e Giovanni Ralli.

Tuttavia, alla fine del secolo scorso, l’Albergo venne progressivamente trascurato e, fino agli anni 2000, ha funzionato esclusivamente come ristorante per poi essere completamente abbandonato fino ad anni più recenti in cui, grazie all’impegno e alla dedizione del Tour Operator My Tour Sila, è diventato luogo culturale in cui si tengono mostre, visite guidate, escape room e potendone anche visitare, in buona parte, gli interni.

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